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| PROFILO
STORICO |
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Nel
cuore di Milano: nel prestigioso Palazzo Dugnani
La Scuola, che nel 1893 introdusse un quinto corso complementare e facoltativo
ove si insegnava, per la prima volta in Italia, la Storia dell’Arte, veniva
trasferita dall’anno scolastico 1895/96 a Palazzo Dugnani, identificandosi
per più di ottant’annicon l’immagine stessa di sobria eleganza
offertadal Palazzo e dai Giardini circostanti.
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Fu questo un momento ideale per la Scuola, favorito dalla politica
scolastica del Comune, e la Civica Amministrazione, insieme
alla Direzione, condusse serrate trattative, pur con qualche
battuta d’arresto, perché fosse possibile
accedere all’AccademiaScientifico Letteraria.
Tale impegno trovò esito favorevole nel 1897, ed il latino, disciplina
indispensabile per l’ammissione all’Accademia, sostituì allora
il ricamo del piano originario.
A 35 anni dalla sua fondazione questa scelta ben rispecchiava la trasformazione
e le nuove esigenze della società milanese.
Le variazioni introdotte per mantenere l’ istituzione in sintonia con i
tempi non furono però sufficienti ad evitare la minaccia di soppressione
nel maggio 1901, quando la nuova giunta formata da una coalizione di partiti
vicini alle masse popolari non sembrò giustificare l’onere di una
scuola privilegiata, frequentata dalla borghesia.
Il pericolo fu sventato, ma apparve necessaria una riforma che, ritoccando
in particolare i programmi delle lingue studiate, mantenesse l’originalità della
scuola, I verbali dell’epoca insistono sulla necessità di non assimilarsi
alle scuole secondarie governative e su di una moderna impostazione didattica
in campo linguistico.
La lingua francese veniva allora studiata dalla prima alla sesta classe, l’inglese
o il tedesco dalla seconda alla quinta e l’accento era posto sull’aspetto
comunicativo, privilegiando la lingua parlata, mentre le letture integrali di
alcuni classici ampliavano l’orizzonte culturale. In alcune materie non
veniva neppure adottato il libro di testo, la scuola operava in grande autonomia
ed i documenti evidenziano ancora una volta stretta collaborazione tra il Comune
ed i docenti, due rappresentanti dei quali facevano parte di una commissione
comunale per la Riforma.
Mentre si profilava per la prima volta l’esigenza di unorganico proprio,
l’impostazione ora proposta per la Manzoniconsisteva in tre anni di grado
medio inferiore seguiti da tre anni superiori distinti in tre indirizzi: classico –commerciale – di
cultura generale.
Questa divisione tripartita, però, simile al ginnasio ed all’istituto
tecnico, presto decadde e l’indirizzo tradizionale prese il sopravvento,
completato nel 1911/12 da un libero corso di Perfezionamento.
Così, a cinquant’anni dalla sua fondazione, la Manzoni offriva un
corso regolare di sei anni, coronato da un corso di Perfezionamento, in qualche
modo il riflesso degli stretti rapporti dei suoi docenti con l’Accademia
Scientifico Letteraria ed il numero delle sue alunne, dalle originarie 24 era
salito a 260.
Nel 1923 la Riforma Gentile, restringendo gli sbocchi universitari ai soli
titoli tradizionali di Stato, impedendo quindi alle diplomate della Manzoni
l’accesso
all’Accademia Scientifico Letteraria, costrinse l’Assessorato e la
Presidenza dell’Istitutoalla ricerca di espedienti che mettessero la Scuola
al riparo dalla nuova minaccia. Dalle numerose, drammatiche riunioni del corpo
docente, emerse l’idea di sperimentare un corso di Liceo classico ed uno
di Scuola magistrale. Sebbene i risultati ottenuti agli esami fossero ottimi,
doveva presto riemergere la vitalità autonoma della scuola ed il lontano
indirizzo di studi concepito da C. Tenca, pur attraverso modificazioni legate
alla nuova realtà italiana, tornava attuale. |