Aperture internazionali

Al termine degli anni ’50 i programmi del Corso di Lingue e Letterature Straniere vennero ritoccati dando nuovo impulso alle lingue e conversazioni, in particolare al coordinamento tra le due cattedre, sempre puntando su docenti madrelingua laureati e spronando ad un discorso interdisciplinare attraverso letture in lingua opportunamente scelte nel triennio. Il successo, anche in campo linguistico, consisteva in un piano di studi non frammentario, costruito anzi in modo organico e coerente in cui discipline formative facessero da impalcatura ad un degno insegnamento delle lingue e letterature straniere.
I contatti diretti con i Paesi di cui si studiavano le lingue caratterizzarono finda questi anni la formazione culturale delle manzoniane, per diventare norma negli anni successivie portare negli anni ’80, durante la presidenza della prof.ssa E. Consonni Scola, al primo scambio con gli U.S.A., col Belgio, con le città gemellate di Birmingham e Francoforte, sotto il patrocinio del Comune di Milano.
Intanto, per rispondere alle nuove esigenze socio-commerciali, verso la metà degli anni ’60 l' inglese fu introdotto in tutti i corsi, abbinato a francese o tedesco.
Una profonda trasformazione nei programmi si ebbe a partire dal 1973 quando il Corso Superiore di Lingue e Letterature Straniere (detto anche Liceo Umanistico) divenne Liceo Linguistico, assumendo caratteri di omogeneità con i Licei linguistici di tutto il Paese. In seguito a forti pressioni da parte del Ministero della Pubblica Istruzione venne introdotta una terza lingua quale lingua opzionale a partire dal terzo anno. Questo comportò adeguamenti non indifferenti in tutte le discipline, anche nelle lingue, che non potevano più avvalersi come in precedenza del solido supporto della lingua latina dalla prima alla quinta classe. D’altra parte l’introduzione di una terza lingua rendeva possibili i contatti con altre culture e aggiungeva nuovi stimoli, pur a fronte di ovvi problemi nel formulare programmi sufficientemente validi per una lingua cui erano riservate soltanto due ore.
L’ insegnamento della conversazione subiva una trasformazione accettata con difficoltà: delle due ore originarie, una veniva svolta in compresenza con l’ insegnante di lingua ed unica era la valutazione. Tale scelta si rese necessaria per mantenere lo stesso ruolo e la presenza stessa dei docenti madrelingua, considerati semplici esperti nella scuola di Stato. Naturalmente ciò comportò nuove difficoltà nel coordinare lezioni e metodi di valutazione oltre ad una serie di problemi reali, risolti solo nei casi di consolidato lavoro comune.
Attraverso gli anni ed i vari tentativi di sperimentazione, alcuni naufragati, altri, come l’attuale, da sottoporre a revisione e correzione, la didattica delle lingue ha subito profonde,anche naturali trasformazioni, rispondendo alle diverse esigenze ed adeguandosi alla nuova realtà.
Di fronte a piani di studio oggi molto diversi da quelli originari, frammentati in varie discipline e caratterizzati da pesanti monte-ore, in campo linguistico si è reso necessario rivedere e ridurre il programma di letteratura che, per sua natura, richiede riflessione e studio autonomo, pur cercando di favorire quelle scelte che rendessero possibile un confronto interdisciplinare e momenti di sintesi culturale. Irrinunciabile resta però un livello linguistico alto, che miri cioè all’acquisizione di una solida competenza insistendo sull’uso autentico della lingua nelle situazioni più varie e adottando diversi registri.
“Le lingue sono un punto di passaggio obbligato per la conoscenza degli altri. La loro padronanza contibuisce quindi a rafforzare il sentimento di appartenenza all’Europa nella sua ricchezza e diversità culturale e la reciproca comprensione fra i cittadini europei” ( Libro Bianco della Commissione Europea, p.70). A queste direttive della Comunità Europea la Manzoni ha risposto, e risponde oggi pienamente, coniugando aspetti tecnici e culturali nell’apprendimento delle lingue, inserite in un ricco tessuto di dimensione liceale.
L’accertamento della competenza linguistica deve oggi passare attraverso esami riconosciuti a livello internazionale, quale garanzia della qualità dei metodi; così da vari anni i docenti di inglese hanno introdotto nel loro programma curricolare strumenti adeguati per acquisire le tecniche e le abilità necessarie per superare esami quali il FC, il CAE ed il CPE. Esami analoghi (DELF, ZERTIFIKAT, MITTELSTUFE, ecc.) relativamente alle altre lingue curricolari vengono preparati attraverso specifici corsi pomeridiani. Varie e in linea coi tempi sono poi le opzioni offerte dalla Scuola ormai da molti anni: accanto alle lingue curricolari vengono attivati corsi di portoghese, russo, arabo, mentre si ampia la gamma di rapporti e scambi internazionali: lo scenario europeo di alcuni anni fa è ora divenuto scenario mondiale.
Un discorso a sé all’interno della didattica delle lingue riguarda la partecipazione sempre più numerosa di studenti alle sessioni del PEG (Parlamento europeo dei giovani, e la Manzoni ha ottenuto lo scorso anno il primo premio), del MUN ( Model United Nations, ed anche qui la Manzoni è l’unica scuola non madrelingua a partecipare) e, più recentemente, la sua versione in lingua tedesca , lo SPUN. Al di là del discorso fondamentale di un confronto interculturale, sotto il profilo didattico-linguistico, tale esperienza è di estremo interesse poiché abitua ad usare la L2 in modo spontaneo ed autentico, all’interno di vari ambiti culturali.
La Debating Society, nata allo scopo di preparare a tali confronti, è una vera palestra anche sotto il profilo linguistico, poiché abitua gli allievi a pensare e comportarsi in ambito internazionale adottando una lingua diversa dalla propria come strumento naturale e spontaneo. E’ certo auspicabile che questa esperienza diventi patrimonio di un numero sempre maggiore di allievi e l’uso di almeno due lingue europee –oltre alla propria - applicate con naturalezza in diversi campi e all’internodi vari saperili aiuti ad inserirsi in una realtà come l’attuale, in costante evoluzione.
Una moderna didattica delle lingue non può che mirare a tale livello di competenza, non essere cioè fine a se stessa, ma fornire tutti gli elementi che consentano di acquisire una autentica formazione europea.
La Manzoni si inserisce quindi a pieno titolo nel quadro del “Programma Lingua” delineato dall'Unione Europea: la pratica effettiva da parte di tutti gli allievi di due lingue comunitarie, la ricca presenza di docenti provenienti da diverse realtà culturali, i continui contatti con studenti e istituzioni di altri paesirendono la sua offerta formativa qualitativamente valida ed estremamente attuale.