Due sedi per il liceo. Sperimentazioni.

Il trasferimento in via Rubattino coincise con una forte espansione ed un profondo mutamento della scuola a tutti i livelli. Dall’ottobre 1978 la Manzoni aprì ai maschi, la Scuola medialo aveva già fatto nel 1973 e, considerata la motivazione all’origine della sua fondazione, questa fu una decisione storica. Della vecchia e prestigiosa scuola, rimasta per molto tempo modello di istituzione scolastica imitata in Italia e in Europa ne sono testimonianza le frequenti visite da parte di personalità del mondo culturale doveva rimanere come caratteristica lo studio approfondito delle lingue ed il gusto della sperimentazione.

Un primo progetto di sperimentazione vedeva un biennio unico con successiva differenziazione tra Liceo Linguistico ed ex-Aziendale, ora PACLE. Il disegno,legato all’intento originario di ospitare le due scuole nella sede unica di via Rubattino, incontrò molte difficoltà e fu abbandonato. Intanto anche la presidenza della Scuola Manzoni, originariamente estesa a Liceo, Istituto Tecnico e Scuola Media, aveva subito trasformazioni.

Nel 1986 la Scuola media acquisì la piena autonomia con l’istituzione di una Presidenza autonoma, dove le attività integrative pomeridiane, già riccamente diversificate negli anni precedenti (corsi di lingue, teatro, cinema,acquarello) trovarono dapprima una definizione istituzionale e poi conversione in attività opzionali. A tutt’oggi la Media Manzoni conserva una sua specificità, sfruttando la flessibilità della propria struttura, pubblica ma non statale, per offrire un progetto educativo e didattico più rispondente alla realtà metropolitana.

Parallelamente avvenne anche la separazione tra la presidenza del Liceo Linguistico e quella del PACLE, cosa che non favorì un cammino comune tra le due scuole, ma che servì a dar loro una fisionomia sempre più specifica in rispondenza alle diversificate esigenze.

Una seconda sperimentazione portò all’introduzione del P.N.I. in tutti i corsi del Liceo Linguistico e tale elemento di forte novità naturalmente richiese, accanto ad una rielaborazione dei programmi, un adeguamento delle strutture ed una attrezzata aula informatica.

Commissioni di docenti ed esperti studiarono in fasi successive la possibilità di una nuova collocazione per la scuola Manzoni all’interno della più ampia trasformazione della scuola italiana. Ancora una volta emergeva la necessità di offrire alla città di Milano una scuola che non ricalcasse quella statale e che rispondesse alle nuove esigenze della città, inserendosi pienamente in ambito europeo.

Nel 1994 venne varata l’attuale sperimentazione attraverso una Commissione mista di docenti del Liceo e del PACLE, con il contributo esterno del mondo accademico. Questa sperimentazione prevede la suddivisione del corso di studi in tre indirizzi: ad un biennio unicosegue la differenziazione tra indirizzo umanistico, moderno, di informazione e comunicazione. Comune ai tre è una prospettiva compiutamente liceale insieme ad una forte connotazione linguistica. Il carattere umanistico di un indirizzo accentua il legame col mondo classico ed una formazione linguistico-letteraria, il moderno presuppone una maggiore attenzione aglisviluppi più recenti delle culture e delle lingue moderne, l’indirizzo dell’informazione e comunicazione, particolarmente innovativo, fornisce gli strumenti per orientarsi attraverso linguaggi, simboli e saperi del mondo contemporaneo avvalendosi del contributo imprescindibile delle nuove tecnologie informatico-comunicative.

Nello stesso anno in cui fu introdotta la sperimentazione su tre indirizzi, vennero aumentati i posti a disposizione dei nuovi iscritti e la scuola alloracostituita da dodici sezioni, poi riportate a dieci, fu suddivisa in due sedi. Metà dei corsi furono collocati in via Lamennais, alla periferia ovest della città, con tutti i problemi logistici immaginabili e con la difficoltà pratica di gestire e armonizzare due sedi lontane con tutte le loro componenti.

Ogni progetto didattico deve saper cogliere nuove vie di sviluppo e la Manzoni, da sempre volta al plurilinguismo e alla multiculturalità, rimane tra le più felici esperienze nel panorama di politica scolastica del Comune di Milano.