Anno 2017-2018

Da Liceo Umanistico a Liceo Linguistico

Nel 1973, con decreto ministeriale, il Liceo Umanistico assunse la denominazione di Liceo Linguistico riconosciuto per legge e fu garantito l’accesso a tutte le facoltà universitarie. A partire da quel momento la Civica Manzoni divenne, e rimanetutt’oggi, insieme ad altri quattro licei linguistici riconosciuti dal Ministero della P.I., sede legale d’esame per tutti i licei linguistici presenti sul territorio nazionale.

Ciò comportava un adeguamento del piano di studi perché il nuovo Liceo Linguistico, che ancora una volta sopperiva ad un vuoto lasciato dallo Stato nell’ordinamento scolastico, doveva assumere carattere di omogeneità in tutt’ Italia e la Manzoni, che vantava la tradizione più antica, guidò questa riforma. Numerose e combattute furono le riunioni dei docenti a questo proposito, continui gli incontri a Roma presso il Ministero della P.I. Ne emerse un liceo linguistico articolato in un biennio unico del tutto simile all’originario ed un triennio che trasformava il latino da obbligatorio in opzionale, così come opzionale diventava il diritto; poco più tardi furono introdotte una terza lingua e l’informatica, allora scelta fortemente innovativa.

La preside, prof.ssa I. Gardiol, incaricata dall’Amministrazione Comunale su designazione del Collegio dei professori, favorì un nuovo tipo di impostazione secondo moderni principi psicopedagogici e didattici tendenti a responsabilizzare tutti coloro che operavano nella scuola. La nuova linea trovò il cosciente appoggio di moltissimi docenti ma si scontrò anche con posizioni conservatrici e spesso con l’Amministrazione Comunale, cosa che portò la preside più di una volta alle dimissioni come forma di protesta di fronte a situazioni trascinatesi negli anni e mai risolte, primo fra tutti il problema della sede.

Le sempre più numerose richieste di ammissione alla Manzoni, ancora l’unico liceo linguistico pubblico a Milano, accessibile quindi a tutte le classi sociali, insieme all’usura di Palazzo Dugnani, costrinsero a lasciare la storica sede nel 1977 per iniziare una nuova avventura in via Rubattino, per la prima volta alla periferia della città. Anche le allieve intanto, in numero sempre maggiore, provenivano dall’ hinterland, rispecchiando la mutata condizione e la nuova realtà lombarda.