Sviluppi ed iniziative

Molteplici furono le iniziative del preside Porta, che arricchirono notevolmente la scuola Manzoni, inserendola totalmente nel tessuto cittadino ed aprendola a tante esperienze umane e culturali.

Venne introdotto, accanto ai corsi regolari, un corso di perfezionamento per impiegate, per renderle più competenti nei lavori di ufficio, mediante lezioni di cultura generale e civile e lo studio di una lingua straniera.

Fu istituito un Consiglio dei genitori con cui tenere un rapporto costante, così come costante era il rapporto con i grandi complessi industriali cui si chiedeva consulenza. L’intento era quello di consigliarsi e collaborare, ciascuno con le rispettive esperienze e qualità professionali, non certo quello di confondere mansioni ed autorità.

Molte furono le iniziative di solidarietà umana, a favore delle Stelline e dei Mutilatini di don Gnocchi, e bellissime, intensamente umane,erano le parole con cui il preside Porta descriveva ai genitori il valore educativo di questi momenti.

Continui erano intanto i contatti col Provveditore, prof. V. Craici –poi preside della Manzoni –, per far sì che la scuola procedesse sempre al passo con i tempi. Durante i primi anni ’50 furono organizzati soggiorni estivi di studio in Francia, Svizzera e Austria, presso famiglie o collegi che le allieve potessero frequentare insieme a coetanei del luogo. Nel 1953 i genitori e l’Associazione Ex-Allieve, di nuova istituzione, si impegnarono insieme alla scuola per favorire i soggiorni all’estero, ora estesi all’Inghilterra. In un suo intervento il preside insisteva sulla ragione non solo culturale e pratica ma essenzialmente morale che rendeva necessaria questa esperienza, poiché solo gli scambi di idee ed i rapporti possono preparare un più sereno avvenire umano. Per aiutare queste permanenze all’estero furono istituite borse di studio, mentre si intensificavano i rapporti con gli enti culturali stranieri a Milano. Le lingue moderne costituivano il fulcro del piano di studi della Manzoni e allora furono stipulate convenzioni con l’Angelicum per la visione di film in lingua originale e numerose furono le rappresentazioni teatrali in lingua preparate dalle allieve.
Un lungo elenco di conferenze ad alto livello tenute dal preside e dai docenti testimonia la vivacità culturale della scuola e molte fotografie degli anni ’50 mostrano allieve e docenti impegnati in visite culturali o eventi sportivi, corsi di nuoto come di ginnastica artistica, mentre i verbali ci dicono quanta cura il preside dedicasse alla prevenzione in campo medico.


La stampa assistette in ogni circostanza la Manzoni: sostenne presso la Civica Amministrazione le richieste di spese per un sempre più efficace insegnamento, informò di tutte le iniziative, delle gare sportive e dei successi, dei saggi finali, seguì con simpatia e fu eco autorevole di una scuola che con tanta efficacia educava ad un vero spirito europeo.
L’eredità dell’indimenticabile prof. A. Porta fu raccolta nel 1957 dal nuovo preside, prof. V. Craici, già provveditore agli studi di Milano, uomo di profonda cultura, che s’impegnò senza risparmio per mantenere viva la caratteristica precipua della scuola,impedendo che si avviasse verso un conformismo statale.
I programmi del corso superiore di Lingue e Letterature Straniere o Liceo Umanistico vennero ritoccati, sempre privilegiando la qualità sulla quantità,la libertà di scelta dei docenti e nuovo impulso venne dato alle lingue ed alle conversazioni, in particolare al coordinamento tra le due cattedre. Intanto le alunne, distribuite su tre sedi (Scuola Media in via Rossari, Aziendale in via Marsala ed Umanistico in via Manin) erano diventate 1500 e rappresentavano tutte le classi sociali, dati questo che sintetizzano un’opera educativa fondamentale nella società milanese.

Agli inizi degli anni ’60 su proposta della prof. E. Consonni Scola, poi preside, venne introdotto il corso di educazione sessuale per le classi terze. La novità consisteva e nel corso in sé e nell’abbinare i due aspetti, scientifico e psicologico, perché risultasse pienamente formativo. Le lezioni erano tenute da grandi personalità del mondo scientifico (proff. Orlandini e Origlia) e ancora una volta la stampa diede grande eco all’iniziativa.