Anno 2017-2018

Nel cuore di Milano: nel Palazzo Dugnani

La Scuola, che nel 1893 introdusse un quinto corso complementare e facoltativo ove si insegnava, per la prima volta in Italia, la Storia dell’Arte, veniva trasferita dall’anno scolastico 1895/96 a Palazzo Dugnani, identificandosi per più di ottant’annicon l’immagine stessa di sobria eleganza offertadal Palazzo e dai Giardini circostanti.

Fu questo un momento ideale per la Scuola, favorito dalla politica scolastica del Comune, e la Civica Amministrazione, insieme alla Direzione, condusse serrate trattative, pur con qualche battuta d’arresto, perché fosse possibile accedere all’AccademiaScientifico Letteraria.

Tale impegno trovò esito favorevole nel 1897, ed il latino, disciplina indispensabile per l’ammissione all’Accademia, sostituì allora il ricamo del piano originario.

A 35 anni dalla sua fondazione questa scelta ben rispecchiava la trasformazione e le nuove esigenze della società milanese.
Le variazioni introdotte per mantenere l’ istituzione in sintonia con i tempi non furono però sufficienti ad evitare la minaccia di soppressione nel maggio 1901, quando la nuova giunta formata da una coalizione di partiti vicini alle masse popolari non sembrò giustificare l’onere di una scuola privilegiata, frequentata dalla borghesia.
Il pericolo fu sventato, ma apparve necessaria una riforma che, ritoccando in particolare i programmi delle lingue studiate, mantenesse l’originalità della scuola, I verbali dell’epoca insistono sulla necessità di non assimilarsi alle scuole secondarie governative e su di una moderna impostazione didattica in campo linguistico.

La lingua francese veniva allora studiata dalla prima alla sesta classe, l’inglese o il tedesco dalla seconda alla quinta e l’accento era posto sull’aspetto comunicativo, privilegiando la lingua parlata, mentre le letture integrali di alcuni classici ampliavano l’orizzonte culturale. In alcune materie non veniva neppure adottato il libro di testo, la scuola operava in grande autonomia ed i documenti evidenziano ancora una volta stretta collaborazione tra il Comune ed i docenti, due rappresentanti dei quali facevano parte di una commissione comunale per la Riforma.
Mentre si profilava per la prima volta l’esigenza di unorganico proprio, l’impostazione ora proposta per la Manzoniconsisteva in tre anni di grado medio inferiore seguiti da tre anni superiori distinti in tre indirizzi: classico –commerciale – di cultura generale.
Questa divisione tripartita, però, simile al ginnasio ed all’istituto tecnico, presto decadde e l’indirizzo tradizionale prese il sopravvento, completato nel 1911/12 da un libero corso di Perfezionamento.

Così, a cinquant’anni dalla sua fondazione, la Manzoni offriva un corso regolare di sei anni, coronato da un corso di Perfezionamento, in qualche modo il riflesso degli stretti rapporti dei suoi docenti con l’Accademia Scientifico Letteraria ed il numero delle sue alunne, dalle originarie 24 era salito a 260.
Nel 1923 la Riforma Gentile, restringendo gli sbocchi universitari ai soli titoli tradizionali di Stato, impedendo quindi alle diplomate della Manzoni l’accesso all’Accademia Scientifico Letteraria, costrinse l’Assessorato e la Presidenza dell’Istitutoalla ricerca di espedienti che mettessero la Scuola al riparo dalla nuova minaccia. Dalle numerose, drammatiche riunioni del corpo docente, emerse l’idea di sperimentare un corso di Liceo classico ed uno di Scuola magistrale. Sebbene i risultati ottenuti agli esami fossero ottimi, doveva presto riemergere la vitalità autonoma della scuola ed il lontano indirizzo di studi concepito da C. Tenca, pur attraverso modificazioni legate alla nuova realtà italiana, tornava attuale.